






Nata a Novara nel 1924, durante la Resistenza era la staffetta ‘Bruna’. Docente di Lingua italiana alla facoltà di Lettere dell`Università Cattolica di Milano, in seguito l`incarico le fu tolto per aver sostenuto le lotte studentesche. Ha svolto l`attività nell`Udi della quale è stata responsabile nazionale. E’ stata consigliera comunale a Roma e a Bolzano, consigliera provinciale in Sudtirolo e regionale del Lazio. Presidente della Commissione Cultura del Campidoglio con l`assessore Nicolini; nella penultima legislatura al Senato è stata presidente della Commissione parl. d`inchiesta sull`uranio impoverito. Attiva nel femminismo e nel movimento per la Pace
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ho insegnato Italiano e Latino nei Licei scientifico e classico di Arona, Novara, Bolzano
sono stata Docente di Lingua italiana (metodologia degli studi letterari) alla facoltà di Lettere (Indirizzo moderno) dell`Università cattolica di Milano dal 1948 al 1969, quando l`incarico mi fu tolto perchè avevo sostenuto le lotte studentesche; oltre la Resistenza e il `68 fu per me importantissima la vicenda della fondazione del manifesto;Si definisce prigione un luogo dov’è custodito per essere rieducato chi ha perso la libertà. Immaginiamo queste prigioni come luogo dove poter controllare chi non è compatibile con la vita sociale del nostro paese, in modo che non ci possa nuocere, in attesa che possa essere reinserito nel tessuto sociale. Prendiamo per esempio l’ Asinara: un isola dove relegare chi infrange le nostre leggi. Finché la penisola italiana utilizza un isola limitrofa come prigione non c’è nulla di strano, se la cosa si capovolgesse, ovvero l’Asinara utilizzata per gli uomini liberi e la penisola per o prigionieri può sembrare che qualcosa non funzioni. Ora prendi un mappamondo ed evidenzia chi fa parte del cosiddetto “mondo civile”, e dai un occhiata a quella parte del mondo che abbiamo deciso preventivamente di rieducare per poterlo inserire nel nostro sistema. Ora chiediti; chi è in prigione? Puoi notare che questa visione delle cose è riduttiva, in quanto la vediamo solo dalla parte del nostro piccolo mondo. Prova ad applicare questo pensiero su altre aree geografiche, applicalo all’ India e al Packistan, applicalo alla Cina e a Taiwan, all’ Iran o Israele, alla Russia e alla Cecenia. o, ancora meglio, pensa al di fuori degli stati. Al fondamentalismo islamico in medioriente, a quello cristiano in Africa, a quello animista in Oriente. Ci stiamo costruendo delle bellissime prigioni dorate, se qualcuno ha un piano d’evasione, fammelo sapere…..
Andrea Tomasi (Dado)
Pergine Valsugana venerdì 22 maggio 2009
Dall'ingresso del manicomio in via s. Pietro alla stazione ferroviaria
3* FIACCOLATA della MEMORIA
Partenza ore 20.30
" chi non vuole dimenticare "
26 Maggio 1940
299 "matti e diversi"
provenienti
dall'ospedale psichiatrico
di PERGINE
partirono dalla locale stazione ferroviaria
e furono trasferiti in varie cliniche della morte
e campi di sterminio del Terzo Reich.
SCRISSE SENECA CHE CHI DIMENTICA IL PASSATO, TRASCURA IL PRESENTE E HA PAURA DEL FUTURO.
PER COSTRUIRE IL NOSTRO AVVENIRE RICORDIAMO I 299 MALATI CHE IL 26 MAGGIO 1940 LASCIARONO IL MANICOMIO DI PERGINE PER VARIE DESTINAZIONI IN AUSTRIA E GERMANIA.
MOLTI DI LORO NON FECERO PIU' RITORNO UCCISI DALL'ABERRAZIONE NAZISTA CHE LI CONSIDERO' ALTRETTANTE "VITE SENZA VALORE"
Per molti di loro non ci fu ritorno grazie al programma di pulizia genetica AKTION T4 che prevedeva la sterilizzazione o la soppressione di persone affette da malattie genetiche, inguaribili o da più meno gravi malformazioni fisiche, residenti nei territori tedeschi occupati e no.
T4 è l'abbreviazione di "Tiergarten strasse 4 ", l'indirizzo del quartiere Tiergarten di Berlino dove era situato il quartier generale della Gemeinnùtzige Stiftung fùr Heil un Anstaltspflege, l'ente pubblico per la salute e l'assistenza sociale.
Folk-acustico
ORE 21.30
Sala centro intermodale Pergine Valsugana – Stazione FS
ACCOMPAGNAMENTO DI
BRUNO GIOVANNELLA (BASSO),GIANNI MOSER (FLAUTO TRAVERSO) ANDREA ROBOL (FISARMONICA)
MERCOLEDI’ 11 MARZO 2008 - ORE 20.45
SALA CANTIERE COMUNALE – VIALE DELL’INDUSTRIA
PERGINE VALSUGANA
PERGINE SOCIAL FILM
"VOGLIAMO ANCHE LE ROSE" DI ALINA MARAZZI
http://www.youtube.com/watch?v=c2rvADCh0b0&feature=related

NE PARLIAMO CON:
MARA RONCOLETTA avvocato esperta in diritto di famiglia e minorile
ALESSANDRA SENETTIN tavolo LGBTQ Trento
EMILIO ARISI primario di ostetricia e ginecologia Ospedale Santa Chiara TN
La strage
di Gaza

BUON ANNO PALESTINA
L’orribile strage, in corso a Gaza mentre scrivo queste note, colpisce una popolazione disperata, già fiaccata da due anni di blocco totale in cui gli aguzzini israeliani, con l’aiuto del loro complice, il governo egiziano, hanno stretto in una morsa fatta di muri e reticolati un milione e mezzo di persone impedendo che arrivassero loro generi di prima necessità, medicinali, cibo, energia elettrica, combustibili. Persino la pesca era vietata in modo da ridurre la popolazione alla fame. E’ veramente sconvolgente vedere come una comunità che ha conosciuto due generazioni orsono l’esperienza del ghetto di Varsavia, e i campi di concentramento e di sterminio nazisti, possa usare gli stessi metodi verso un altro popolo la cui unica colpa era quella di occupare da millenni una terra che i colonialisti sionisti volevano occupare con la forza.
La popolazione di Gaza viene sterminata due volte, la prima dalle bombe di Israele, la seconda dalle ignobili bugie alimentate dai mass media dei paesi cosiddetti civili e dai loro governi che sostengono gli aggressori contro le vittime. Si dice che la strage è la risposta di Israele per i razzi lanciati dai miliziani del movimento Hamas. Non si dice che Hamas aveva attuato una tregua di sei mesi in cambio della fine del blocco, ma che il blocco, criminale e spietato, non è stato minimamente allentato; tutto ciò nell’indifferenza dei governi e delle opinioni pubbliche occidentali rese cieche e mute dalla campagna mediatica condotta da una stampa succuba dell’imperialismo americano, grande protettore di Israele, e dei governi europei loro alleati. Non si dice che Hamas ha vinto regolari elezioni democratiche conquistando il diritto di governare, ma che tale diritto è stato negato dai governi occidentali e da Israele, che ha arrestato arbitrariamente senza processo decine di ministri, e centinaia di sindaci, di consiglieri e assessori comunali regolarmenti eletti in tutta la Palestina. Si agita la paura della crescita islamica, ma non si dice che i Palestinesi sono uno dei popoli mediorientali più laici e che il voto ad Hamas è stato in buona parte un voto di protesta per il fallimento dei falsi processi di pace in cui si era impegolata la cosiddetta Autorità Nazionale Palestinese, ormai formata da un gruppo di politici borghesi moderati che si sono completamente affidati alla falsa mediazione americana, con esiti disastrosi.
Non si ricordano mai le cause profonde di questo conflitto. A partire dal 1948 un popolo che abitava
Mobilitiamoci per fermare la strage, e il blocco di Gaza, ma anche per far cessare per sempre questa ingiustizia.
Mobilitiamoci per un’informazione veritiera. I Palestinesi hanno bisogno della nostra solidarietà.
PERGINE SOCIAL FILM
Donne e interruzione volontaria di gravidanza.
La piena applicazione della legge 194 è un diritto negato nei fatti. Il 90% dei ginecologi si dichiara obiettore di coscienza, quindi non fa aborti e si rifiuta di prescrivere la pillola per la contraccezione d'emergenza. Come aiutare il Trentino ad essere un esempio di civiltà per tutto il Paese?
IL SEGRETO DI VERA DRAKE
di Mike Leigh

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Nell'Inghilterra anni '50, Vera Drake si prodiga per la famiglia, l'anziana madre e persino un vicino di casa malato. Quello che nessuno sa è che Vera aiuta ragazze ad abortire: una pratica illegale, che la donna compie per altruismo, senza preoccuparsi delle conseguenze. La sua vita cadrà in disgrazia quando viene scoperta dalla polizia. Mike Leigh continua ad esplorare l'universo che a lui è più congeniale: quello dei vinti, degli sconfitti dalla vita. Vera Drake, anche lei 'vinta', si dà da fare per alleviare le sofferenze altrui. E' una donna profondamente buona che finirà in carcere. Leigh dice di voler affrontare la tematica dell'aborto avvalendosi della distanza nel tempo che dovrebbe evitare la polemica. In realtà questo è un film su un mondo che trascina tristemente la propria esistenza ed in cui, forse per la prima volta, non c'è differenza tra ricchi e poveri. Il disagio esistenziale è di tutti. La differenza la fa, come al solito, il denaro. Che però per Vera non conta. Perché lei è un'anima pura.
MERCOLEDI 5 NOVEMBRE 2008 ORE 20.30 SALA CANTIERE COMUNALE – VIALE DELL’INDUSTRIA PERGINE VALSUGANA
NE PARLIAMO CON: MARIA ELIDE BONDIOLI: PRESIDENTE CLUB DONNE PERGINE ZORA SARHRAWI: COMMERCIANTE - ALGERIA - ANITA BRAKA: STUDENTESSA UNIVERSITARIA – ALBANIA- ANASTASIA OCCHINO: STUDENTESSA UNIVERSITARIA EMILIO ARISI: PRIMARIO GINECOLOGIA OSPEDALE S. CHIARA DI TRENTO PAOLA : INSEGNANTE LICEO CLASSICO PRATI TRENTO GIORGIA CARDINI : GIORNALISTA DELL’ADIGE PATRIZIA TRAVERSA: CASALINGA S.ORSOLA TERME
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> é la ricorrenza della fine della prima guerra mondiale che fu un terribile massacro...
4 NOVEMBRE
il 4 novembre non c'è nulla da festeggiare...
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> abbiamo deciso di porre una bandiera della pace alla memoria di questa inutile strage e a monito di tutte le guerre presenti e "programmate per il futuro" e vi invitiamo a essere presenti alle ore 19:30 davanti al monumento hai caduti di tutte le guerre di Pergine Valsugana (accanto alla chiesa dei francescani)
>
> VORREMMO CHIEDERVI DI "RIESUMARE" LE BANDIERE DELLA PACE E DI ESPORLE A TUTTI I BALCONI POICHE' CI SEMBRA UN SEGNO DOVEROSO.
>
> vi aspettiamo numerosi...
grazie
| Nazione | Mobilitati | Morti | Feriti | Dispersi o prigionieri |
|---|---|---|---|---|
| Imperi Centrali | ||||
| Impero austro-ungarico | 7.800.000 | 1.200.000 | 3.620.000 | 2.220.000 |
| Germania | 11.000.000 | 1.773.700 | 4.216.058 | 1.152.800 |
| Turchia | 2.850.000 | 325.000 | 400.000 | 250.000 |
| Bulgaria | 1.200.000 | 87.500 | 152.390 | 27.029 |
| Intesa | ||||
| Belgio | 267.000 | 13.716 | 44.686 | 34.659 |
| Impero britannico* | 8.904.467 | 908.371 | 2.090.312 | 191.652 |
| Francia** | 8.410.000 | 1.357.800 | 4.266.000 | 537.000 |
| Grecia | 230.000 | 5.000 | 21.000 | 1.000 |
| Italia | 5.615.000 | 650.000 | 947.000 | 600.000 |
| Giappone | 800.000 | 300 | 907 | 3 |
| Montenegro | 50.000 | 3.000 | 10.000 | 7.000 |
| Portogallo | 100.000 | 7.222 | 13.751 | 12.318 |
| Romania | 750.000 | 335.706 | 120.000 | 80.000 |
| Impero russo (fino al 1917) | 12.000.000 | 1.700.000 | 4.950.000 | 2.500.000 |
| Serbia | 707.343 | 45.000 | 133.148 | 152.958 |
| Stati Uniti | 4.355.000 | 126.000 | 234.300 | 4.500 |

Nel corso della prima guerra mondiale, i soldati del generale Leone, dopo aver conquistato, lasciando sul terreno tremila caduti, una cima considerata strategicamente indispensabile, ricevono l'ordine di abbandonarla. Poi l'ordine cambia: occorre che la cima venga di nuovo tolta al nemico. Gli austriaci, però, vi si sono saldamente insediati e la difendono accanitamente con due mitragliatrici. Gli inutili assalti, nemmeno protetti dall'artiglieria, si susseguono provocando ogni volta una strage tra gli attaccanti. Stanchi di essere mandati al massacro da un generale tanto incompetente, quanto stupidamente esaltato, una parte dei soldati inscena una protesta: il generale Leone ordina, come risposta, di punirli con la decimazione. Costretti ad uccidere o ad essere uccisi da uomini come loro, vittime dello stesso mostruoso ingranaggio, i soldati italiani, in gran parte ex contadini, rivolgono la loro fiducia a quei pochi ufficiali - come i tenenti Ottolenghi e Sassu - che giudicano quella e tutte le guerre come inutili stragi. Ma il primo muore, nel tentativo di impedire il massacro dei suoi uomini, mentre Sassu viene condannato alla fucilazione per essersi opposto a un ordine iniquo di un suo superiore.
DURANTE
MERCOLEDI 12 NOVEMBRE 2008 ORE 20.30
SALA CANTIERE COMUNALE – VIALE DELL’INDUSTRIA
PERGINE VALSUGANA
Per info.: bacopergine@yahoo.it – www.baco.splinder.com -
articolo su quotidiano l'adige il 3 novembre
articolo su quotidiano l'adige il 4 novembre
PERGINE - Con la bandiera arcobaleno della pace è un altro 4 novembre, non quello delle fanfare, delle corone d'alloro deposte sui monumenti, dei cortei con gagliardetti e delle rievocazioni dei tempi che furono. Oggi, alle 19.30, il cantiere sociale cittadino Il Baco ed il circolo di Prc «Ora e Veglia» stendono la bandiera sul monumento dei caduti posto sul sagrato dei frati Francescani. È il luogo centrale delle cerimonie per la ricorrenza annuale in ricordo dei caduti di tutte le guerre. Saranno pure lette alcune lettere di soldati che combatterono sul fronte dell'Ortigara durante la prima guerra mondiale del Novecento. Una contromanifestazione dopo la usuale di domenica in centro città? «No, la nostra è una iniziativa antimiltarista. Noi riteniamo che il segno più tangibile sia la bandiera arcobaleno - spiega Paolo Vitti , uno degli ideatori - in modo da dare speranza di futuro ad un mondo di guerra che non finisce mai. Intendiamo ricordare i miltari mandati al massacro nella prima geuerra mondiale e tutti i caduti di ogni guerra, presente, passata o futura, siano essi civili o militari o disobbedienti agli ordini di morte». Non bastano le celebrazioni ufficiali di domenica? «Nessuno ha l'esclusiva della sofferenza, noi vogliamo ricordare non tanto la liberazione dall'Austria -Ungheria, ma tutti i morti delle guerre, la povera gente, non i generali d'un tempo. Sono morti non per le medaglia che gli hanno dato dopo. E faremo richiesta di cambiare il nome di via Pennella del centro città con un altro, che non richiami la guerra». La storiografia ufficiale ricorda il generale Giuseppe Pennella come uno degli artefici di Vittorio Veneto.
Ricordiamo il massacro»
TRATTO DALL'ADIGE DEL 6 NOVEMBRE 2008
| Pergine Tricolore messo accanto all'arcobaleno. Vitti: «Nessuna contrapposizione» |
| Bandiere contro la guerra |
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PERGINE - Dalla mattinata di ieri sono due le bandiere accanto al monumento dei caduti sul sagrato dei Francescani. Accanto a quella arcobaleno posta dal circolo di Rifondazione comunista e dal cantiere sociale «Il baco» martedì sera è comparso un tricolore italiano, posto da ignoti. Entrambe sono sostenute da un palo in legno. «Noi crediamo non ci sia contrapposizione fra il tricolore e l'arcobaleno, fra gli alpini che celebrano il 4 novembre e noi che ricordiamo gli stessi alpini mandati allo sbaraglio dall'idiozia militare» segnala al giornale Paolo Vitti, consigliere comunale di Rifondazione comunista e candidato della Sinistra. «Pensiamo sia solo da capire la differenza fra chi usa la povera gente come carne da macello per sfizi politici personali e chi dice "è meglio vivere tutti e risparmiare sulle armi". Siamo quindi felici del tricolore, come speriamo sia stato compreso il nostro gesto "arcobaleno", un ricordo di chi eroicamente è stato obbligato a morire per le voglie altrui. Ciò che può unirci è il senso di consapevolezza che la guerra è un investimento economico, ma non una soluzione. P.S. Presso la sede di Prc abbiamo tre bandiere: quella di partito, l'arcobaleno e il tricolore. Vale la pena riflettere». |
Circolo PRC della Valsugana “Ora e Veglia”
Il Baco – cantiere sociale
Associazione culturale "CORTILI DI PACE"
PRESENTANO:
Le nuove caserme di
Mattarello
Le nuove caserme SUL Trentino
Un gruppo di cittadini ha effettuato un lavoro collettivo di ricerca e di studio che propone delle
argomentazioni contro la costruzione della nuova "cittadella militare" a sud di Trento.
POSSIAMO ANCORA FERMARE IL PROGETTO!
MERCOLEDI 1 OTTOBRE 2008 ORE 20:45
SALA CANTIERE COMUNALE VIA DELL'INDUSTRIA
PERGINE VALSUGANA
INFO: COMITATO SPONTANEO MATTARELLO
www.trentomilitarenograzie.blogspot.com